Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio Roma, Sez. III, 07/04/2026, n. 6229
- Alessandra avv. Melli.
- 22 mag
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Il diniego al rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale deve essere adeguatamente motivato, soprattutto se nell’ambito della Conferenza dei Servizi i pareri espressi dalle Amministrazioni coinvolte non siano di segno “coincidente”.
È questo il principio affermato dal TAR Lazio nella sentenza n. 6229/2026, che contiene anche altre interessanti indicazioni in merito all’attività istruttoria ed al contenuto delle motivazioni che devono essere addotte a sostegno di un eventuale provvedimento di diniego. In particolare:
1) rispetto all’eventuale valutazione negativa della delocalizzabilità dell’intervento prospettato dall’operatore economico, il Comune deve indicare quali sarebbero le alternative localizzative concretamente praticabili e svolgere una “effettiva” attività istruttoria volta a verificare la disponibilità e l’idoneità di altri siti;
2) sotto il profilo paesaggistico, l’eventuale parere negativo deve essere accompagnato dall’indicazione degli specifici elementi del progetto ritenuti incompatibili con i valori paesaggistici tutelati e da una valutazione concreta delle caratteristiche dell’intervento proposto, anche alla luce delle misure di mitigazione previste;
3) qualora nel corso dell’attività istruttoria i pareri resi dalle varie Amministrazioni coinvolte non siano “di segno coincidente” (alcuni positivi e altri negativi), l’Amministrazione procedente è tenuta ad esplicitare, con adeguata motivazione, le ragioni della ritenuta prevalenza della posizione negativa, dando conto del percorso logico seguito e del modo in cui le diverse risultanze istruttorie sono state valutate e composte. Ciò significa, inoltre, che la stessa Amministrazione deve procedere a una autonoma e compiuta valutazione comparativa degli interessi coinvolti e delle eventuali ulteriori risultanze istruttorie.
In definitiva, in presenza degli elementi e delle circostanze che abbiamo appena indicato, si configura un obbligo di motivazione “rafforzato” a carico dell’Amministrazione, in vista della tutela di interessi che non appartengono solo agli operatori economici, ma anche all’intera collettività, nella misura in cui il ricorso alle fonti alternative di energia si impone come priorità assoluta rispetto alle emergenze ambientali, climatiche ed economiche.
Faustino Avv. De Palma